Giovanni Santacatterina (Saco)
Nel campo della poesia dialettale scledense può essere senz'altro considerato un maestro. Entrato in fabbrica all'età di nove anni, come egli stesso fa conoscere nella sua poesia "El taca-cai", solo dopo i quarant'anni poté emanciparsi dalle carde, dai mulini e dai telai e appagare le sue aspirazioni che erano fatte di poesia, di libri, di libertà.
Nel 1906, edito dalla "Stamperia e Tipografia a Motore" dei fratelli Pastorio di Vicenza, pubblicava il libretto "Tochiti de cor de un tessaro", che il figlio Linneo, dopo la morte del padre, faceva ristampare in accurata veste, con affettuosa presentazione del Prof. Mario Andreis.
"Saco" che ha dato
il meglio di sè nella poesia dialettale (Ai me sòcoli
è forse il suo capolavoro), si onorava della cordiale
amicizia di Berto Barbarani che, quando gli scriveva, usava l'indirizzo:
" Al poeta Saco, buon tessitore di versi".
El taca-cai
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'Manichino' |